Un peeling a varie concentrazioni per trattare l'acne e il fotoinvecchiamento del volto

Ilaria Ghersetich*, Claudia Cotellessa** Benedetta Brazzini*, Tiziana Manunta** Ketty Peris**, Torello Lotti* *Clinica Dermatologica Universita' degli Studi di Firenze ** Clinica Dermatologica Universita' degli Studi de L’Aquila

Negli ultimi anni, si e' diffuso l’uso del peeling chimico a base di acido piruvico per trattare acne e foto invecchiamento del volto. Ecco i risultati di una ricerca svolta nelle Universita' di Firenze e L’Aquila

Presentiamo i risultati di uno studio il cui scopo e' stato quello di valutare l’efficacia e la tollerabilita' di ripetuti trattamenti con acido piruvico in soggetti affetti da acne papulo-pustolosa di grado lieve o moderato e nel fotoinvecchiamento di grado lieve-moderato.

Materiali e metodi

Sono stati trattati due gruppi di pazienti:
• il primo costituito da 26 femmine e 14 maschi, di eta' compresa tra 18 e 30 anni (media: 22 anni), affetti da acne papulo-pustolosa di grado lieve o moderato
• il secondo da 20 pazienti, 17 femmine e 3 maschi, di eta' compresa fra i 35 e i 65 anni (media 45 anni) che mostravano un fotoinvecchiamento di grado da lieve a moderato.
Dal Gruppo I sono stati esclusi tutti i soggetti con anamnesi positiva per herpes simplex ricorrente localizzato al viso, coloro che avevano utilizzato isotretinoina per via sistemica nei tre mesi precedenti e soggetti di sesso femminile in gravidanza accertata o presunta. Eventuali trattamenti cutanei e/o sistemici specifici sono stati interrotti almeno un mese prima dell’inizio dello studio. Nelle due settimane antecedenti i peeling con acido piruvico tutti i pazienti del Gruppo II hanno effettuato una preparazione utilizzando creme a base di acido retinoico 0,025%, acido glicolico o acido piruvico. Dopo una accurata detersione della cute con alcool, una soluzione di acido piruvico al 40%-50% e' stata applicata utilizzando una garza fino alla comparsa di eritema (2-4 minuti). Successivamente, l’acido piruvico e' stato neutralizzato utilizzando una soluzione acquosa di bicarbonato al 10%.
In tutti i pazienti del Gruppo I il trattamento e' stato iniziato utilizzando una concentrazione del 40%. In seguito, coloro che non presentavano eritema e/o frost, desquamazione e miglioramento clinico dopo le prime due applicazioni, hanno proseguito il trattamento con il 50%, mentre per tutti gli altri e' stata mantenuta la concentrazione iniziale. I trattamenti sono stati ripetuti ogni due settimane per un periodo complessivo di 3-4 mesi. Per i pazienti del Gruppo II e' stato utilizzato acido piruvico al 50% fin dalla prima sessione e i peeling sono stati ripetuti ogni 3-4 settimane per un totale di 4 sedute.
Nell’intervallo tra i peeling e' stato raccomandato l’uso di creme idratanti e/o lenitive e di uno schermo solare. In 24 pazienti sui 40 del Gruppo I e' stato possibile effettuare una valutazione della sebometria e della idratazione cutanea, prima e dopo trattamento. Alla misurazione iniziale, in tutti i pazienti testati la sebometria e' risultata alta (valori compresi tra 205 e 290ml/cm2), mentre l’idratazione era bassa in 16 casi (32-48ml/cm2) e media in 8 (54-60 ml/cm2). Inoltre, sui 20 pazienti del Gruppo II abbiamo effettuato un esame colorimetrico con un colorimetro Minolta Tri-Stimulus II prima del peeling con acido piruvico, nell’immediato post-peeling e a distanza di 15 giorni per valutare gli effetti dell’acido piruvico su eritema e pigmentazione cutanea. La colorimetria e' una metodica non invasiva che permette di valutare obiettivamente variazioni del grado di eritema e della pigmentazione cutanea.

peeling a varie concentrazioni per trattare l'acne
Applicazione dell'acido per trattare l'acne

Risultati


L’applicazione di acido piruvico era seguita da una sensazione di bruciore, anche intenso, ed eritema che scomparivano spontaneamente e rapidamente dopo la neutralizzazione. Nei giorni successivi si verificava la comparsa di una lieve desquamazione, che persisteva per 7-10 giorni. In nessun caso sono stati osservati effetti collaterali durante o dopo i trattamenti.

peeling a varie concentrazioni per trattare l'acne
Applicazione dell'acido per trattare l'acne

Gruppo I: La valutazione dell’efficacia del trattamento, effettuata due settimane dopo l’ultima applicazione, ha messo in evidenza:
• remissione completa in 16/40 pazienti (40%)
• remissione parziale, definita come un miglioramento di almeno il 50% delle lesioni cutanee, in 20/40 pazienti (50%)
• in 4/40 casi (10%) non e' stato invece osservato alcun miglioramento.
La valutazione della sebometria ha mostrato in 18/24 pazienti (75%) una riduzione quantitativa, con ottenimento di valori finali classificabili come "medi", mentre nei restanti 6/24 casi e' stata osservata solo una lieve

diminuzione, con valori ancora classificabili come "elevati" (tabella 1). La misurazione dell’idratazione cutanea non ha invece evidenziato variazioni di rilievo rispetto alle condizioni iniziali (tabella 2).
Gruppo II: Al termine del trattamento e' stato possibile osservare una maggiore luminosita' della cute del volto, una maggiore omogeneita' della pigmentazione, con quasi totale scomparsa delle iperpigmentazioni e una riduzione della profondita' delle rughe periorali e perioculari. L’esame colorimetrico dell’eritema e della pigmentazione della pelle successivo a peeling con acido piruvico e' rappresentato nella figura 1. Nell’immediato post-peeling e' stata registrata una riduzione della luminanza della pelle e un marcato aumento dell’eritema. Nessuna modificazione e' stata registrata nel valore b*. Dopo 15 giorni in tutti i soggetti il valore a* e' tornato ai parametri di base. In nessun caso si e' registrato un aumento del valore b*, dimostrando che in nessun soggetto era rilevabile una tendenza verso l’iperpigmentazione; al contrario, la maggioranza dei pazienti presentava una riduzione del valore b*, che puo' rappresentare una dimostrazione oggettiva dell’osservazione clinica riscontrata di maggior luminosita' della pelle.


Conclusioni

I risultati del nostro studio hanno dimostrato un’elevata efficacia dell’acido piruvico nel trattamento di pazienti affetti sia da acne papulo-pustolosa lieve o moderata, che da fotoinvecchiamento di grado lieve-moderato. In particolare, e' stato possibile apprezzare un notevole miglioramento clinico dei pazienti affetti da acne papulo-pustolosa associata a una evidente

peeling a varie concentrazioni per trattare l'acne
Applicazione dell'acido per trattare l'acne

diminuzione della seborrea. Tali effetti non erano comunque accompagnati da una apprezzabile riduzione della idratazione cutanea. Nel photoaging il peeling con acido piruvico, con sedute ripetute ogni 20-30 giorni, conferisce una maggiore omogeneita' della pigmentazione, con quasi totale scomparsa delle iperpigmentazioni e una riduzione della profondita' delle rughe periorali e perioculari. Inoltre i dati emersi dalle indagini colorimetriche indicano che il grado di eritema e la pigmentazione cutanea tornano ai valori basali dopo 15 giorni dal peeling. Infine, il peeling con acido piruvico

peeling a varie concentrazioni per trattare l'acne
Applicazione dell'acido per trattare l'acne

si e' rivelato estremamente ben tollerato in tutti i casi, associato a una sensazione di bruciore e a un eritema rapidamente reversibili dopo neutralizzazione e a una lieve desquamazione nei giorni successivi. L’unico disagio derivante dal trattamento con acido piruvico puo' essere rappresentato dal fatto che i suoi vapori, pur non essendo tossici, possono risultare irritanti per le mucose congiuntivali e respiratorie: e' pertanto buona norma raccomandare ai pazienti di tenere gli occhi chiusi durante il trattamento ed eventualmente utilizzare un piccolo ventilatore portatile per minimizzare gli effetti indesiderati sia per il paziente che per l’operatore.

Il valore a* (rosso) e' correlato significativamente con la percezione soggettiva di eritema, mentre il valore b* (giallo) e' correlato con la percezione della pigmentazione cutanea. Il colorimetro e' stato calibrato in accordo con le istruzioni della casa madre e un’analisi del colore di base e' stata effettuata per ciascun soggetto su una zona cutanea non trattata. Conseguentemente, le modificazioni della riflettanza e del colore sulle regioni trattate sono state comparate con i valori di base propri di ciascun soggetto. Il colorimetro registra il colore in uno spazio tridimensionale designato: L*a*b*. Primo, il valore di luminanza (L*) esprime la luminosita' delle variazioni del colore dal nero totale al bianco totale. Sulla pelle trattata con peeling chimico l’eritema risultante scurisce il colore ed e' registrato come un colore L negativo. Il valore a* e' una tonalita' di colore che va dal rosso (+) al verde (-). Quando compare l’eritema sulla pelle il valore diventa positivo. Il terzo valore rappresentato dalla lettera b* e' la tonalita' di colore che va dal blu (-) al giallo (+). Se l’iperpigmentazione appare il valore diventa positivo. Il reale colore della pelle rappresenta una combinazione di tutti questi valori; comunque ciascun soggetto rappresenta il controllo di se stesso. Modificazioni del colore della pelle sono rappresentate dalla comparsa di eritema o iperpigmentazioni.


VALORI*

L* (luminosita')

a* (rosso) b* (giallo)
primo peeling Prima
Subito dopo
Dopo 15 giorni
43,1
60,1
42,3
33,5
71,2
32,7
-13,5
-13,8
-12,8
quarto peeling Prima
Subito dopo
Dopo 15 giorni
42,0
58,7
41,5
33,0
65,7
32,5
-13,3
-13,8
-12,7
* I valori riportati sono riferiti alla media dei valori di 20 pazienti

L’acido piruvico, un alfa-chetoacido a 3 atomi di carbonio, in soluzione e' in equilibrio fisiologico con l’acido lattico, il corrispondente a-idrossiacido. L’azione topica si esplica sia sull’epidermide che sul derma papillare e sui follicoli pilo-sebacei, attraverso la riduzione della coesione, il distacco dei corneociti e l’assottigliamento dello strato corneo. Se applicato puro (100%) sulla cute, causa epidermolisi entro 30-60 secondi. A concentrazioni alte (50-70%), penetra in profondita', provocando il distacco dermo-epidermico e la sintesi di nuove fibre collagene, elastiche e glicoproteine. Concentrazioni inferiori (40-70%), nella giusta proporzione tra acqua e solventi, e brevi tempi di applicazione (2-4 min.), inducono distacco cheratinocitario e assottigliano gli strati superficiali della cute. La presenza del gruppo chetonico anziche' idrossilico dona all’ac. piruvico una minore idrofilia rispetto agli a-idrossiacidi e quindi piu' penetrazione negli ambienti lipofili dell’infundibulo pilare e della ghiandola sebacea, dove esercita azione batteriostatica, calando il pH locale, comedolitica e sebostatica. L’impiego per peeling superficiali o medi e' indicato in photoaging, rughe superficiali, iperpigmentazioni localizzate, cheratosi attiniche, discheratosi e ipercheratosi circoscritte, dermatite seborroica, acne in fase attiva ed esiti cicatriziali di lieve entita'.


Tabella 1
Valori di sebo

Tabella 2
Idratazione cutanea

paz.
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
18
20
21
22
23
24
prima
205 (alto)
256 (alto)
214 (alto)
268 (alto)
207 (alto)
211 (alto)
222 (alto)
234 (alto)
258 (alto)
290 (alto)
286 (alto)
268 (alto)
290 (alto)
288 (alto)
264 (alto)
275 (alto)
205 (alto)
208 (alto)
278 (alto)
237 (alto)
255 (alto)
250 (alto)
260 (alto)
227 (alto)
dopo
170 (medio)
185 (medio)
140 (medio)
234 (medio)
151 (medio)
148 (medio)
185 (medio)
212 (medio)
160 (medio)
258 (medio)
280 (medio)
175 (medio)
280 (medio)
278 (medio)
180 (medio)
192 (medio)
152 (medio)
185 (medio)
176 (medio)
160 (medio)
184 (medio)
190 (medio)
178 (medio)
158 (medio)
prima
32 (bassa)
35 (bassa)
45 (bassa)
40 (bassa)
55 (media)
56 (media)
60 (media)
54 (media)
60 (media)
45 (bassa)
55 (media)
56 (media)
56 (media)
60 (media)
58 (media)
42 (bassa)
60 (media)
55 (media)
34 (bassa)
58 (media)
58 (media)
56 (media)
36 (bassa)
60 (media)
dopo
30 (bassa)
34 (bassa)
45 (bassa)
40 (bassa)
52 (media)
55 (media)
58 (media)
56 (media)
60 (media)
42 (bassa)
56 (media)
58 (media)
55 (media)
60 (media)
56 (media)
40 (bassa)
57 (media)
56 (media)
35 (bassa)
56 (media)
54 (media)
55 (media)
40 (bassa)
55 (media)


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